
Dichiarazione d'artista
La mia pratica si fonda sugli incontri con gli altri e sull’osservazione di come l’identità si costruisca attraverso le relazioni, la memoria e la percezione.
Fotografia, video interviste e testo sono per me strumenti interconnessi di ascolto e scambio. Gran parte del mio lavoro si sviluppa attraverso conversazioni dirette con le persone, in spazi pubblici e privati, dove la presenza e la fiducia diventano elementi centrali del processo.
Piuttosto che controllare l’immagine, lascio che sia l’incontro a definirne la forma.
La fotocamera funziona come un dispositivo di prossimità, in cui la vulnerabilità non viene rappresentata, ma condivisa.
Sono interessata alla tensione tra sé e altro, e ai modi in cui il significato si costruisce attraverso storie, credenze e strutture di pensiero ereditate. Il mio lavoro riflette su come queste strutture influenzino la percezione di noi stessi e del mondo che ci circonda.
Attraverso questi scambi, il lavoro diventa uno spazio in cui osservazione e partecipazione si sovrappongono, generando immagini e narrazioni aperte, irrisolte e soggettive.
Alla sua base, la mia pratica indaga il fragile confine tra intimità e distanza, e il ruolo della fiducia nella costruzione di narrazioni visive ed emotive.